PROBLEMATICA DELLE COMMISSIONI TRIBUTARIE ITALIA

Tutte le cause aventi ad oggetto tributi (tasse ),vengono decise dalle Commissioni tributarie.

Le predette commissioni si dividono in commissioni tributarie provinciali che rappresentano il primo grado del giudizio e commissioni tributarie regionali di secondo grado cioè di appello.

Le commissioni sono composte ognuna da tre giudici.

Facciamo un attimino i conti:

In Italia ci sono 110 province per cui ci sono 110 CTP (Commissioni tributarie provinciali). Ogni CTP è a sua volta divisa in svariate sezioni a seconda del contenzioso e della popolazione residente. A Napoli, per esempio ci sono circa 50 sezioni. Dunque 50 sezioni moltiplicato 3 giudici significa che solo alla provinciale di Napoli sono impegnati 150 giudici.

In Italia ci sonoanche 20 regioni dove sono insediate relative commissioni tributarie Regionali (CTR)per la decisione degli appelli proposti avverso le sentenze emesse dalle CTP.

Ogni sezione di CTR è sempre composta da 3 giudici . Ad esempio,a Napoli ci sono 15 sezioni di secondo grado per cui ulteriori 45 giudici.

Orbene i giudici che prestano la loro opera in queste commissioni sono per la maggior parte magistrati impegnati presso il tribunale ordinario o addirittura presso la Procura della Repubblica. Ciò significa che questi signori oltre a percepire un lauto stipendio per l’attività di magistrato, percepiscano altrettanti lauti compensi per l’emissione di sentenze , ordinanze e partecipazione ad udienze nell’ambito del processo tributario.

Tale attività, tra l’altro, essendo svolta nell’ambito dell’orario di servizio prestato per la magistratura ordinaria, va a sottrarre ore di lavoro ai giudizi ordinari (ed ecco quindi come mai per emettere una sentenza nel processo civile ci impiegano oltre 10 anni, ecco perchè fanno uidienza al massimo per due ore due volte alla settimana, ecco perchè i fascicoli giacciono nelle cancellerie) e rappresenta una vera e propria duplicazione di compenso visto che vengono retribuiti due volte per le stesse ore di lavoro prestate.

Dunque attualmente in Italia ci sono migliaia di magistrati impegnati in un vero e proprio doppio lavoro , assolutamente impedito a qualsiasi impiegato pubblico e per altro nel medesimo orario di servizio.

Tale abominio se fosse eliminato, darebbe l’opportunità di migliaia di posti di lavoro a migliaia di giovani laureati in giurisprudenza o in economia e commercio, cancellerebbe questa palese ingiustizia e disparità di trattamento nei confronti di altri funzionari della pubblica amministrazione, renderebbe un servigio alla efficienza ed efficacia della P.A. Restituendo i magistrati al loro lavoro istituzionale per il quale già ricevono un lauto stipendio con grande libertà di esercizio (forse aveva ragione berlusconi quando voleva mettere i tornelli anche per i magistrati??????) Così da controllare quante ore di lavoro al giorno prestano per la Giustizia?????) . Un Paese dove per avere giustizia si devono aspettare oltre 10 anni per avere una sentenza non è un paese giusto, è un paese senza futuro. E’ una presa in giro pensare che i problemi della giustizia si risolvono cambiando i codici, cambiando le leggi, le sentenze rapide si avranno solo quando questi signori capiranno di essere al servizio della giustizia e lavoreranno proprio come tutti gli altri e cioè 8 ore al giorno, tutti i giorni e facendo un solo ed unico lavoro.

Come è pensabile che in una città come Napoli, piagata dalla criminalità un Pubblico Ministero invece di curare i fascicoli processuali che si accumulano sulla sua scrivania, trovi il tempo per andare a discutere di tasse pagate o non in Commissione Tributaria? Come è possibile che Presidenti di tribunali Campani invece di pensare all’organizzazione dei loro uffici giudiziari che scoppiano per gli innumerevoli procedimenti penali che ogni giorno vengono aperti vadano ( ovviamente accompagnati dai loro autisti ( personale di polizia) con auto blu statali) in Commissione Tributaria a discutere di ICI IMU e IRPEF?

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